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Terra Santa

Pellegrinaggi
VOLO DIRETTO DA LAMEZIA

Terra Santa

Da€1,050
8 Giorni
Data : Dal 6 al 13 Novembre
Lamezia Terme

Terra Santa
1 bagaglio da stiva e 1 a mano
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VOLO DIRETTO DA LAMEZIA

Terra Santa

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Terra Santa e Giordania

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Lamezia Terme

Terra Santa e Giordania
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DATE 2019 DISPONIBILI A BREVE

Terra Santa e Giordania

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Dove tutto ha avuto inizio
Di anno in anno cresce il numero di coloro che si recano in Terra Santa per visitare i luoghi della nascita, ministero e morte di Gesù Cristo.

Fare quest’esperienza comporta qualcosa di grande e di semplice insieme.
Di grande perché si ha modo di contemplare i medesimi scenari osservati da Gesù venti secoli fa, e di sperimentare lo stesso effetto percepito dai discepoli e dalle folle quando egli proclamava l’evangelo; di semplice, perché il pellegrinaggio è esercizio di umiltà, quella propria di chi si fa condurre dello Spirito Santo e conserva nel proprio cuore, come la Madonna, ciò che vede e ascolta. Visitare la Terra Santa non è come visitare altri paesi del mondo.

Nella terra di Gesù i vari aspetti – aspetto turistico, culturale, umano e religioso – costituiscono un tutto unico e difficilmente si possono separare l’uno dall’altro. Grazie all’esperienza fatta, chi parte non ritorna più come era partito. Gli mancava fare quest’esperienza per diventare un altro, proprio come aveva desiderato di essere. Ha incontrato Gesù e la sua vita è cambiata. Del buon esito delle sue iniziative l’Opera Calabrese Pellegrinaggi è garante sia perché si preoccupa soprattutto di svolgere un servizio utile alla fede dei singoli e delle comunità cristiane, sia perché può contare nel supporto di validi collaboratori, guide e assistenti spirituali in grado di porsi nel modo migliore, umanamente e spiritualmente, in maniera che il pellegrino possa trovarsi in Terra Santa come a casa sua.

Per gli ebrei si tratta della Terra promessa, ossia la terra verso cui Dio ha guidato il suo popolo tramite il profeta Mosè; in essa si trovano le città sante di Gerusalemme e di Hebron.

Per i cristiani, che hanno in comune con gli ebrei l’Antico Testamento, è anche la terra in cui è nato, morto e risorto Gesù Cristo, incarnazione del Verbo; in essa si trovano le città legate alla vita di Gesù: Betlemme, Gerusalemme e Nazaret.

Tra i musulmani c’è la credenza che sia la terra in cui Maometto giunse al termine di un miracoloso viaggio notturno (isrā’ ) che mosse dalla Mecca e che lo fece ascendere poi al Cielo (mi‘rāg ), visitando il Paradiso dopo aver sorvolato l’Inferno (per cui si veda Isrāʾ e Miʿrāj). La Cupola della Roccia di Gerusalemme fu eretta in età omayyade sul luogo da cui sarebbe cominciata la mistica ascensione del profeta dell’Islam. In realtà Maometto morì a Medina l’8 giugno del 632

Significato per il cristianesimo

La Terra santa è molto importante per la cristianità, principalmente perché è il luogo in cui nacque, predicò, fu crocifisso e ivi risorse Gesù Cristo.

I principali luoghi santi per i cristiano sono:

  • Gerusalemme che è il luogo di alcune predicazioni di Gesù, ma è soprattutto il luogo dell’Ultima Cena, e quindi dell’istituzione dell’eucaristia; inoltre, Gesù venne crocifisso su un vicino colle, il Calvario (o Golgota). A Gerusalemme sono presenti la basilica del Santo Sepolcro e la Chiesa di tutte le Nazioni;
  • Betlemme, luogo di nascita del Cristo;
  • Nazaret, luogo in cui Gesù trascorse la sua infanzia prima delle predicazioni; presenta molti luoghi sacri, come la basilica dell’Annunciazione

Durante le crociate, spesso i pellegrini cristiani cercarono altri luoghi sacri nel cosiddetto Outremer (cioè i domini cristiani in Terra santa), specialmente all’inizio del XII secolo, subito prima della cattura di Gerusalemme. Essi sono:

  • Zippori, dove la Vergine Maria disse di aspettare un bambino,
  • il fiume Giordano dove Gesù venne battezzato,
  • la grotta di Giovanni Battista,
  • il mar di Galilea,
  • il monte Tabor, luogo della trasfigurazione di Gesù,
  • Gerico, la strada che percorse il buon samaritano.

Dal 1219, anno del viaggio di san Francesco di Assisi, l’Ordine dei frati minori è presente in Terra Santa; oltre un secolo più tardi, nel 1342, papa Clemente VI riconobbe all’Ordine il diritto di rappresentare la Chiesa cattolica nei luoghi santi, già riconosciuto dai musulmani grazie alla donazione del francescano re di Napoli Roberto d’Angiò; la provincia francescana di Terra santa è più diffusamente conosciuta come Custodia di Terra Santa.

Gerusalemme

Gerusalemme, per antonomasia è definita “La Città Eterna”, capitale giudaica tra il X e il VI secolo a.C., è la capitale contesa di Israele e città santa nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam. Si trova sull’altopiano che separa la costa orientale del Mar Mediterraneo dal Mar Morto, a est di Tel Aviv, a sud di Ramallah, a ovest di Gerico e a nord di Betlemme.

La Città Vecchia e le sue mura, considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Monte del Tempio, il Muro del pianto, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. Nel corso della sua storia Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita due volte ed è stata assediata, conquistata e riconquistata in decine di occasioni.

La parte orientale di Gerusalemme è stata occupata dallo Stato di Israele nel 1967, e nel 1980 il parlamento israeliano approvò una legge fondamentale (l’equivalente di un emendamento costituzionale) che proclamava unilateralmente “Gerusalemme, unita e indivisa […]”. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella risoluzione 478 ha definito la legge nulla e priva di validità, una violazione del diritto internazionale e un serio ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente.

 

Monumenti e luoghi d’interesse

La grandissima importanza storica di Gerusalemme, la rende una delle città medio-orientali più interessanti dal punto di vista dei luoghi storicamente rilevanti. La concentrazione maggiore di siti storici e religiosi ha sede nella Città Vecchia di Gerusalemme, Patrimonio dell’umanità dal 1981, circondata dalle mura costruite nel 1538 durante il regno del sultano ottomano Solimano il Magnifico.

Il quartiere cristiano, situato nella zona nord-occidentale, è confinante a sud-ovest con il quartiere armeno, che sorge oltre la porta di Giaffa; il quartiere cristiano inoltre confina a nord con quello musulmano, il quale si estende in un’area compresa tra la porta di Damasco, la porta di Santo Stefano e la Porta Dorata (oggi murata), a est della quale si trovano il Monte degli Ulivi e l’orto del Getsemani. Il quartiere ebraico, compreso tra le sezioni musulmana e armena, occupa il quadrante sud-orientale della Città Vecchia.

Numerosi sono i monumenti di Gerusalemme, tra questi: la moschea islamica della Cupola della Roccia, che rappresenta il simbolo della città, costruita in età omayyade sul luogo che, secondo il Corano, è quello da cui il profeta islamico Maometto ascese da vivo al Cielo per grazia divina; il secondo è la basilica cristiana del Santo Sepolcro, costruita su una preesistente basilica del IV secolo, a sua volta eretta sul luogo tradizionalmente considerato la tomba di Cristo; il terzo è l’emblematico Muro Occidentale o Muro del Pianto, luogo sacro per eccellenza degli ebrei, residuo del Tempio costruito da Salomone, re di Giudea.

Si segnala inoltre la Chiesa di san Salvatore, fondata nel 1559 dai Francescani, all’interno del complesso ancora oggi sede della Custodia di Terra Santa, dell’archivio storico, della biblioteca, delle edizioni Franciscan Printing Press. Dal 2008 è dotata del più importante organo a canne della città, opera di artigiani austriaci e dono della diocesi di Innsbruck. Nella struttura opera l’Istituto Magnificat, dedicato all’insegnamento musicale (canto, coro, pianoforte, archi, fiati) in collegamento con il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza, con docenti e studenti ebrei e cristiani, israeliani e palestinesi. Il coro del Magnificat accompagna le celebrazioni cattoliche solenni del Santo Sepolcro e delle altre Basiliche e Santuari.

Nella Città Nuova sono situati il Museo d’Israele (con l’esposizione di alcuni rotoli originali od in riproduzione del Mar Morto), l’Università Ebraica (1918, tra le migliori al mondo, un campus della quale è nella parte araba), il Museo dell’Olocausto o “Yad Vashem”, il Cimitero nazionale del monte Herzl, sede inoltre del Centro Sionistico Internazionale, la Biblioteca nazionale e universitaria ebraica e il Palazzo del parlamento israeliano (Knesset), sia la sede precedente che quella attuale. Pregevoli la Sinagoga di rito italiano, trasportata e riassemblata qui da Conegliano, la parte più antica dei quartieri di Rehavia e Morasha composte da vicoli stretti e silenziosi. Diverse comunità nazionali (Russia, Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, ecc.) hanno ricostruito nella città nuova simboli architettonici dei loro paesi (ad esempio Piazza della Signoria di Firenze nello spiazzo del servizio dell’educazione municipale, chiese ortodosse nel Russian Compound vicino al carcere centrale cittadino, un mulino a vento a Rechavia..).

Il passeggio e lo shopping si praticano soprattutto nel triangolo tra Jaffa road, King George street e rechov Ben Jehuda (l’artefice della lingua ebraica moderna) oppure in via Salach-Din, la via principale del quartiere arabo ad Est.[senza fonte] Un intero quartiere quasi è dedicato al terziario ed allo shopping (Talpiot) oltre al grande Mall “Malha” (Regina), nei pressi dell’omonima stazione ferroviaria. Il mercato popolare ebraico è in Mahanè benJehuda, il suk da Porta Damasco verso Nord. La parte moderna di Gerusalemme si è sviluppata attorno alla Città Vecchia anche con insediamenti di grandi dimensioni (quartiere di Ghilo).

Dal 1981 la Città Vecchia di Gerusalemme è inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. L’anno seguente viene elencata tra i “patrimoni in pericolo” in seguito alla richiesta avanzata dalla Giordania.

Gerusalemme ospita anche il Bible Lands Museum, un museo che “esplora” la cultura dei popoli e delle terre citati nella Bibbia, fra cui gli antichi Egizi, i Cananei, Filistei, Aramei, Ittiti, Elamiti, Fenici e Persiani.

Vi si trova il Memoriale alle vittime di atti terroristici.

Interessante anche da un punto di vista turistico il quartiere haredi Mea Shearim.

Betlemme

Betlemme è una città palestinese, capitale del Governatorato di Betlemme sotto l’Autorità Nazionale Palestinese.

E’ famosa soprattutto perché i Vangeli e la tradizione cristiana la indicano quale luogo di nascita di Gesù Cristo; per questo motivo vi sorge la Basilica della Natività.

Si trova a circa 10 km a sud di Gerusalemme, ad un’altezza di 765 m s.l.m. e il suo agglomerato urbano comprende anche le cittadine di Beit Jala e Beit Sahour.

Secondo la Bibbia, a Betlemme nacque anche David, secondo re di Giuda e Israele; essa è quindi menzionata da Luca evangelista come “la città di David”. Secondo una profezia biblica (cfr. Michea 5,1), il Messia doveva essere suo discendente e nascere nella sua città. Secondo i Vangeli, la nascita di Gesù adempì questa profezia. Betlemme (“بيت لحم”) significa “Casa del pane” (che deriva dall’ebraico, dove “לחם” = “Pane”), ma “بيت لحم” potrebbe anche significare “Casa della carne” se viene tradotta dall’arabo (“لحم” = “Carne”), ma non mancano altre etimologie che fanno riferimento a un antico santuario ( bayt ) di una divinità femminile siriaca (Lehem). La stella di Betlemme viene comunemente chiamata stella cometa.

Luogo nativo di Gesù

Due narrazioni nel Nuovo Testamento descrivono Gesù come nato a Betlemme. Secondo il Vangelo di Luca, i genitori di Gesù vissero a Nazaret, ma si recarono per un censimento a Betlemme, e Gesù vi nacque prima che la famiglia tornasse a Nazaret.

Il Vangelo secondo Matteo sembra invece implicare che la famiglia viveva già a Betlemme quando Gesù nacque e che successivamente si spostò a Nazaret. Matteo riporta che Erode il Grande, sentito che un ‘re dei Giudei’ era nato a Betlemme, ordinò l’uccisione di tutti i bambini di due anni o più piccoli nella città e nelle zone circostanti. Giuseppe, padre putativo di Gesù, è avvertito di questo in un sogno; la famiglia sfugge a questo destino fuggendo in Egitto e ritornando solo dopo che Erode era morto. Ma avvertito in un altro sogno di non tornare in Giudea, Giuseppe conduce la famiglia in Galilea, e va a vivere a Nazaret.

I primi cristiani interpretarono un versetto del Libro di Michea come una profezia della nascita del Messia a Betlemme. Molti studiosi moderni mettono in discussione la nascita di Gesù a Betlemme, e suggeriscono che i diversi racconti evangelici siano stati inventati per presentare la nascita di Gesù come compimento delle profezie e a creare una connessione con il lignaggio di Re Davide. Il Vangelo di Marco e il Vangelo di Giovanni non presentano un racconto della Natività o accenni al fatto che Gesù nacque a Betlemme, e riportano solamente che fosse di Nazaret. In un articolo del 2005 nella rivista Archaeology, l’archeologo Aviram Oshri ha sottolineato la mancanza di prove di un insediamento in quell’area al tempo in cui Gesù è nato, e ipotizza quindi una sua nascita a Betlemme di Galilea. Opponendosi a lui, Jerome Murphy-O’Connor sostiene invece la posizione tradizionale.

L’antichità della tradizione della nascita di Gesù a Betlemme è attestata dall’apologeta cristiano Giustino, dichiara nel suo Dialogo con Trifone (c. 155-161) che la Sacra Famiglia si era rifugiata in una grotta al di fuori della città. Origene di Alessandria, che scriveva intorno all’anno 247, si riferisce ad una grotta nella città di Betlemme che la popolazione locale riteneva fosse il luogo di nascita di Gesù. Questa grotta è stata forse in precedenza un luogo di culto di Tammuz.

Nazareth

Nazareth (in ebraico נצרת, Natzrat; in arabo: الناصرة‎, al-Nāṣira; in italiano, è d’uso comune anche la grafia più italianizzata Nazaret) è una città di 74.400 abitanti del Distretto Settentrionale di Israele, nella regione storica della Galilea. La maggioranza della popolazione è cittadina araba di Israele che si divide in 31,3% cristiani e 68,7% musulmani.

Nazareth è famosa universalmente come la città di origine di Gesù, che secondo i Vangeli, pur essendo nato a Betlemme, vi abitò durante la sua infanzia e giovinezza. A Nazareth inoltre, sempre secondo i Vangeli, avvenne l’Annunciazione, cioè l’annuncio della sua prossima nascita, che venne fatto a sua madre Maria dall’arcangelo Gabriele.

Il 14 maggio 2009 s’è recato in visita apostolica a Nazareth papa Benedetto XVI.

Storia

Testimonianze storiche

Nazareth è citata per la prima volta nel Nuovo Testamento come luogo in cui si svolse l’infanzia di Gesù. La località, abitata fin dall’età del bronzo, non è menzionata in alcuna fonte storica prima del III secolo, il che evidenzia il suo ruolo marginale, nell’antichità, sia nella Giudea che nella Galilea. San Girolamo nel V secolo affermava infatti che fosse un viculus ovvero un piccolo villaggio, abitato da un centinaio di persone. Nazareth sorgeva nei dintorni di Sefforis, l’odierna Zippori, una città romana ellenistica distante circa 6,5 km, che era un centro importante.

Giulio Africano (circa 200), citato da Eusebio di Cesarea (Storia ecclesiastica 1.7.14), parla di Nazareth come un villaggio ebreo, e nello stesso passo parla di desposunoi, o parenti di Gesù, che provenivano da Nazareth e dalla vicina Cochaba e conservavano nota della loro discendenza con grande cura. Inoltre, un martire chiamato Conone, che morì in Panfilia sotto Decio (249-251), dichiarò al suo processo: “Io sono della città di Nazareth in Galilea, e sono un parente di Cristo che io servo, come i miei antenati hanno fatto”.

Epifanio, che morì nel 402, afferma (Panarion i. 136), basandosi su una conversazione con un certo Giuseppe che costruiva chiese a Zippori e in altre località, che fino al tempo di Costantino (IV secolo) Nazareth era abitata solo da ebrei. Questo potrebbe implicare che al tempo di Epifanio vi abitavano alcuni cristiani non ebrei (e non esclude che degli ebrei credenti in Cristo vi abitassero in precedenza); è incerto se questo Giuseppe abbia costruito chiese anche a Nazareth o Cafarnao. Nel frattempo leggende su Maria iniziarono a suscitare interesse sul luogo tra i pellegrini, tra i quali Elena, che fondò la Basilica dell’Annunciazione e associò un pozzo a Maria. Nel 570, l’Anonimo di Piacenza racconta di aver viaggiato da Zippori a Nazareth e fa cenno alla bellezza delle donne ebree del luogo, che dicono che Maria era loro parente, e annota: “La casa della santa Maria è una basilica”.

La Grotta dell’Incarnazione, che si trova nella cripta della Basilica dell’Annunciazione (che è costruita su di essa), è indicata dalla tradizione come il luogo della casa di Maria, in cui ella ricevette la visita dell’arcangelo Gabriele. Gli scavi, durante la costruzione della basilica moderna (edificata verso il 1960), hanno messo alla luce i resti di due chiese precedenti, una bizantina e una crociata, che testimoniano l’antichità di questa tradizione.

Gesù di Nazareth

Secondo la tradizione cristiana Nazareth di Galilea è il luogo nel quale Gesù ha trascorso la sua vita privata pre-pubblica, come testimoniato dai Vangeli e dagli altri scritti del Nuovo Testamento, le principali fonti storiche su Gesù. Gesù viene anche indicato col termine “Nazareno”, che chiaramente indica la provenienza da Nazareth.

Nelle immediate vicinanze di Nazareth si trova la cosiddetta chiesa francescana di Santa Maria del Tremore, costruita in memoria della paura provata da Maria nel vedere il figlio minacciato di morte. Proseguendo lungo la strada dedicata a Paolo VI si trovano un ricovero e il monastero delle Clarisse. Presso l’area del Monte del Precipizio, che nel versante sud contempla una discesa a picco verso la pianura di Esdrelon di quasi 300 metri, è stato ricavato un anfiteatro naturale per ospitare la celebrazione eucaristica di Benedetto XVI nel maggio 2009.

Storici moderni come Mauro Pesce concordano sull’origine nazarena di Gesù, evidenziando anche il suo forte legame con la Galilea, dove si concentra anche una parte significativa della sua attività pubblica e della sua predicazione. Qualche studioso ritiene che per qualche tempo Gesù abbia lavorato da giovane, insieme al padre Giuseppe, nella vicina Sefforis, l’odierna Zippori, che era un centro importante.

Secondo alcuni studiosi laici, l’appellativo teologico-messianico “Nazoreo”, storpiato in “Nazareno”, potrebbe invece essere stato storicizzato dagli evangelisti nell’indicazione del luogo di origine di Gesù a Nazareth. Il vero luogo di origine di Gesù non ci sarebbe quindi noto; per alcuni studiosi, l’ampio rilievo che ha nei Vangeli Cafarnao potrebbe far propendere per questa località.

Atti 3,6 riportano la guarigione del paralitico, quale unico miracolo compiuto <> (nel testo in greco antico: ἐν τῷ ὀνόματι Ἰησοῦ Χριστοῦ τοῦ Ναζωραίου). Matteo 2:23, riferisce la profezia per la quale il Messia sarebbe stato chiamato il Nazareno (Giudici 13:5, per Sansone e profetica per il Messia). Nazareth deriva dall’ebraico Netzer che significa germoglio, posto in relazione con la profezia che il Messia sarebbe stato il germoglio di Davide, leone di Giuda, discendente di Re Davide, appartenuti alla tribu’ di Giuda. (Isaia 11:1)

I Vangeli secondo Marco e Luca narrani l’esorcismo nella sinagoga di Cafarnao, dove un demone urla contro il nome di Gesù di Nazareth e il Santo di Dio.

Invece, non sono ricordati miracoli compiuti nel nome di Gesù di Betlemme.

Nazareth e il mondo cristiano

Nazareth, come tutta la Galilea, è stata una delle prime mete raggiunte dalla predicazione degli apostoli. La Chiesa vi si sviluppò con una diocesi propria dal 1187, proprio l’anno della sconfitta dei cristiani ai Corni di Hittin e della fine del I regno crociato in Terra Santa ad opera di Salah al-Din b. Ayyub. Al tempo delle crociate, Nazareth possedeva varie succursali, una delle quali anche in Puglia, nella città di Barletta. A causa delle ripetute e costanti conquiste musulmane, i vescovi di Nazareth erano costretti a rifugiarsi in questi loro possedimenti secondari. Quando, nel 1291, San Giovanni d’Acri cadde per sempre in mano dei musulmani, l’arcivescovo di Nazareth si rifugiò a Barletta, fino a trasferirsi definitivamente in essa nel 1327, tanto che fino al 1818, l’arcidiocesi di Nazareth, continuò a sussistere con i suoi arcivescovi, la cattedrale e l’episcopio nella città di Barletta. Dopo la formale soppressione della arcidiocesi, il titolo arcivescovile fu legato all’arcivescovo di Trani ma nel 1860, fu elevata da papa Pio IX l’arcidiocesi di Barletta-Nazareth e agli arcivescovi di questa città, ancor oggi resta legato il titolo arcivescovile di Nazareth.

Soprattutto a partire dal 1800 la cittadina di Nazareth ha esercitato un forte influsso sul pensiero religioso cristiano, in particolare quello cattolico. La fine del potere temporale della Chiesa, ma soprattutto l’accentuarsi del ruolo dei laici nella Chiesa ha posto l’attenzione dei cattolici sul periodo di vita che Cristo ha condotto proprio a Nazareth, prima di iniziare, all’età di trent’anni, la sua predicazione. Sono, infatti, nate varie congregazioni religiose ispirate alla “Famiglia di Nazareth” (è il caso, ad esempio, della Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth) e molti mistici e santi cattolici hanno trovato nella vita nascosta di Cristo un motivo di ispirazione (tra questi, Charles de Foucauld).

Santo Sepolcro

Il Santo Sepolcro è, secondo la tradizione cristiana, la tomba dove furono depositate le spoglie mortali di Gesù Cristo dopo la crocifissione. Oggi il luogo è inglobato nella Basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme.

Descrizione

Dai Vangeli sinottici si possono ricavare varie informazioni, sia esplicite che implicite, sulla natura, l’ubicazione e l’uso per il quale era stato inizialmente costruito il Santo Sepolcro. La tomba era stata fatta scavare nella roccia da Giuseppe D’Arimatea, ricco membro del sinedrio che era segretamente discepolo di Gesù e che si era opposto alla sua crocifissione. Questo sepolcro, in cui non era mai stato sepolto nessuno, aveva vicino ad esso una grossa pietra di forma rotonda che aveva lo scopo di chiuderne l’ingresso. Nel Vangelo di Giovanni, il Santo Sepolcro è espressamente ubicato vicino a dove venne crocifisso Gesù, all’esterno delle mura cittadine. Dai Vangeli si deduce che il Santo Sepolcro era stato fatto scavare probabilmente con lo scopo di conservare le spoglie del proprietario, Giuseppe D’Arimatea, o quelle di un parente a lui molto vicino. Ma il tragico evolversi degli eventi che portarono alla morte di Gesù sul Golgota colpirono talmente Giuseppe da convincerlo a farvi seppellire il suo maestro. Egli andò da Pilato a chiedere il corpo di Gesù. Con questo gesto rese pubblica la sua fede, scelta coraggiosa essendo lui un membro del sinedrio, l’organo politico che ne aveva chiesto la condanna a morte. Il governatore acconsentì; successivamente Giuseppe D’Arimatea comprò il lenzuolo in cui venne avvolto il corpo di Gesù. Maria di Magdala e Maria di Cleofa furono le testimoni della deposizione di Gesù nel sepolcro. Loro stesse tornarono la domenica mattina successiva nella tomba di Gesù per cospargere il defunto con olii profumati ma, trovando la pietra rotolata e il sepolcro vuoto, corsero dagli apostoli a riferire quello che avevano visto. A questo punto anche gli apostoli Pietro e Giovanni corsero al sepolcro e lo trovarono come lo avevano descritto le donne.

Storia del Santo Sepolcro

Cronologia

  • 135 – Il Santo Sepolcro rimase praticamente immutato fino al 135 quando l’imperatore Adriano, dopo aver sedato la rivolta di Simon Bar Kokheba, distrusse Gerusalemme e decise di trasformarla in una colonia romana. Fece anche costruire sopra i luoghi sacri della passione di Cristo dei templi pagani.
  • 325 – Dopo il concilio di Nicea l’imperatore Costantino I ordinò l’edificazione di una chiesa nei luoghi della passione di Gesù. L’anno successivo Elena, la madre di Costantino, dopo aver fatto abbattere i templi pagani, scoprì il Santo Sepolcro e gli altri luoghi della passione di Gesù.
  • 335 – Consacrazione dell’Anastasis, chiesa sorta nel luogo del Santo Sepolcro e facente parte di un complesso di tre chiese posizionate nei luoghi della passione di Gesù. All’interno di essa la pietra è stata scavata e il Santo Sepolcro è stato circondato da una edicola (in latino aediculum, piccolo edificio).
  • 614 – Gerusalemme venne occupata dal re persiano Cosroe II di Persia e la basilica venne incendiata.
  • 629 – Gerusalemme venne riconquistata da parte dell’imperatore Bizantino Eraclio I; ha inizio il restauro della Basilica.
  • 637 – Gerusalemme venne invasa dal califfo ‘Omar ibn al-Khattāb, i luoghi cristiani non vengono distrutti.
  • 966 – Incendio dell”Anastasis da parte del governatore musulmano.
  • 1009 – Distruzione completa della basilica da parte del califfo/Imam fatimide al-Hakim bi-Amr Allah.
  • 1014 – Avvio della ricostruzione della basilica da parte della madre del califfo/Imam al-Hakim bi-Amr Allah, che era cristiana.
  • 1048 – Conclusione del restauro.
  • 1099 – Gerusalemme venne conquistata da parte dei crociati; ristrutturazione in stile romanico della basilica.
  • 1555 – Ristrutturazione della basilica da parte dei francescani.
  • 1808 – Un incendio distrusse quasi completamente la basilica. Il Santo Sepolcro all’interno dell’edicola rimase illeso.
  • 1810 – Ricostruzione della cupola dell’Anastasis, ristrutturazione della parte esterna dell’edicola.
  • 1959 – Restauro generale della basilica.
  • 2016 – Ritrovamento della pietra del sepolcro originario, forse quello di Gesù, durante i lavori di restauro dell’edicola.

Il Santo Sepolcro oggi

Dentro l’attuale edicola è conservato ciò che rimane del Santo Sepolcro dopo la distruzione da parte del califfo(Imam fatimide al-Hakim bi-Amr Allah, avvenuta nel 1009. All’interno vi sono due locali. Il primo che si incontra entrando è detto Cappella dell’Angelo. È il locale più ampio; al suo centro, sopra una piccola colonna, è custodito quello che sarebbe il pezzo originario della pietra rotonda che chiudeva il sepolcro. Al secondo locale si accede attraverso una piccola porta: è questo il Santo Sepolcro vero e proprio che venne chiuso dalla pietra. All’interno si può vedere, ricoperto da una lastra di marmo, il banco di roccia su cui sarebbe stato posto il corpo di Gesù Cristo.

Visite papali al Santo Sepolcro

A parte Simon Pietro, che visse a Gerusalemme prima di recarsi a Roma, per quasi duemila anni nessun pontefice romano visitò il Santo Sepolcro. Da allora sono solo quattro i papi che lo hanno fatto.

  • Il primo fu Paolo VI che il 4 gennaio 1964, dopo esser atterrato in aereo all’aeroporto di Amman, si diresse in automobile fino a Gerusalemme e quindi al Santo Sepolcro. Qui recitò una preghiera che ebbe allora un grande impatto fra i credenti;
  • Successivamente vi si recò Giovanni Paolo II in occasione del giubileo dell’anno 2000. Il pontefice celebrò una messa nel luogo santo il 26 marzo, a conclusione di un viaggio all’insegna della ricerca del dialogo con la religione ebraica.
  • Benedetto XVI nella giornata di venerdì 15 maggio 2009 visitò il Santo Sepolcro. Durante la visita pronunciò un discorso in cui definì questa tomba il luogo dove il Signore “ha vinto l’aculeo della morte e aperto il regno dei cieli ad ogni credente”.
  • Papa Francesco il 25 maggio 2014 ha visitato il Santo Sepolcro durante la sua visita in Terra Santa.
Foto e Video
Info Utili

Documenti in Israele
Ai cittadini italiani (adulti e minori) è richiesto il passaporto individuale con validità residua di almeno 6 mesi oltre la data di partenza. Si consiglia comunque di far riferimento alla Questura per ulteriori informazioni. Non è previsto alcun rimborso per chi si presentasse alla partenza con un documento scaduto o non valido.
Visto in Israele
Necessario solo per soggiorni superiori ai 90 giorni. Consigliamo di non avere sul passaporto timbri e/o visti di Paesi quali: Siria, Yemen, Iran, Libano, Libia. All’arrivo a Tel Aviv si può richiedere di NON apporre il timbro sul passaporto, dicendo ‘NO STAMP PLEASE’: resta comunque a discrezione del poliziotto di frontiera.

Sicurezza e norme di comportamento
I controlli per la sicurezza vengono eseguiti regolarmente e in maniera accurata sia in Italia che in Israele alla partenza, per garantire protezione e incolumità. Le autorità israeliane apprezzeranno la vostra pazienza e comprensione. Ricordiamo a tutti i nostri passeggeri in rientro da Tel Aviv che all’aeroporto di Ben Gurion, prima di accedere al banco della compagnia aerea, esiste un controllo supplementare a cura della Sicurezza Israeliana Aeroportuale. Tale controllo consiste in una intervista personale sul pellegrinaggio appena svolto: a norma di questo regolamento è normalmente impedito al nostro assistente locale di assistervi. Se non parlate inglese il personale della sicurezza israeliana interagirà con voi o attraverso un interprete o attraverso l’ intervista scritta e tradotta in italiano alla quale potrete rispondere semplicemente con dei cenni non verbali. Dopo aver terminato questo controllo, che talvolta prevede l’apertura del bagaglio, potrete trasferirvi al banco della compagnia aerea, procedere alla spedizione del bagaglio ed accedere all’area dell’imbarco. Durante lo Shabbat, che inizia il venerdì pomeriggio e finisce il sabato sera, i servizi di trasporto pubblico scarseggiano e in molti casi vengono sospesi completamente. Durante lo Shabbat è consigliato non recarsi nei quartieri abitati da religiosi ultraortodossi (“Bnei Brak” per Tel Aviv), che devono comunque essere visitati con un abbigliamento adeguato; la stessa cosa è valida anche per i villaggi arabi o qualora si visitino i luoghi santi musulmani, a prescindere dal giorno della settimana. Bisogna tenere presente che fotografare gli ebrei ultra-ortodossi è considerato contrario alla loro religione. Si dice “paese che vai, usanze che trovi”. Queste semplici parole esprimono il concetto del vero “viaggiatore” e non del turista “mordi e fuggi”. Il viaggiatore capisce che si trova in un paese diverso dal proprio, con una cultura diversa, con tradizioni diverse e con usanze diverse. Queste diversità sono spesso una risultanza della storia, del clima e della morfologia del territorio di quel paese. Il viaggiatore si adegua alle usanze del posto: nel cibo, nel modo di vivere quotidiano, dell’uso dei servizi e delle strutture del paese ospitante. Certo, non sempre sono usanze che ci piacciono o condividiamo ma dobbiamo ricordare che, anche se paganti, siamo comunque ospiti in casa d’altri e non possiamo pretendere di trovare all’estero quello che abbiamo a casa nostra. Il viaggiatore approfitta di queste usanze diverse per arricchire il proprio bagaglio culturale, e fa di ogni viaggio una esperienza di vita.

Clima e Abbigliamento
Il paese è favorito da lunghe estate calde e asciutte nel periodo da aprile a ottobre, e inverni generalmente dolci da novembre a marzo, che talvolta divengono più freddi e secchi nelle regioni collinose, come a Gerusalemme e a Safed. Le piogge sono relativamente abbondanti a nord e al centro, e quasi irrilevanti nel Negev. Le condizioni variano da regione a regione, con estati umide e inverni miti lungo la costa, estati secche e inverni moderatamente freddi in collina, estati ardenti e inverni deliziosi nella Valle del Giordano, e un clima semi-desertico in ogni stagione nel Negev. Da maggio a ottobre si consigliano capi e calzature comodi per le visite, leggeri e pratici ma con qualche indumento più pesante per la sera. Da dicembre ad aprile abiti da mezza stagione e qualche indumento più pesante.

Lingua
Israele ha il privilegio di ospitare una popolazione molto varia di provenienze etniche, culturali e sociali diverse. Le lingue ufficiali ed obbligatorie nelle scuole sono l’ebraico (Israele), l’arabo e l’inglese. Il francese, lo spagnolo, il tedesco, l’italiano, lo yiddish, il russo, il polacco e l’ungherese sono lingue molto diffuse.

Cibi
Per coloro che necessitano di diete particolari, soffrono di intolleranza od allergie consigliamo di provvedere a portarsi il necessario, in quanto non sempre e dovunque sarà possibile esaudire le diverse richieste.

Programma di viaggio
Il programma potrebbe subire delle variazioni per ragioni logistiche. Sarà fatto il possibile per garantire l’intero svolgimento del programma e di tutte le visite, che potranno subire modifiche di ordine cronologico e salvo casi di forza maggiore (ordine pubblico, motivi di sicurezza, etc.). Il programma prevede la celebrazione, ove possibile, giornaliera della Santa Messa durante l’itinerario.

Betlemme e territori palestinesi
Con la recente situazione politica in Israele, occorre differenziare il territorio israeliano vero e proprio e la Cisgiordania. Betlemme è sito in Cisgiordania ed è stata aperta una frontiera per accedervi: il che potrebbe procurare ai gruppi in pernottamento a Betlemme qualche disagio nel muoversi per le visite al di fuori della città, in quanto per uscire e rientrare dai territori occorre il passaggio tramite la frontiera, con relativo controllo dei documenti e dei bagagli. I tempi di frontiera non sono prevedibili in alcun modo. Tassativo avere sempre con sé il passaporto.

Valuta in Israele
La moneta ufficiale in Israele è il Nuovo Shekel (ILS)- 1 € = 4,13 Shekel. Acquisti di merci o servizi possono essere pagati in Dollari o in Euro. Qualsiasi valuta estera può essere cambiata agli sportelli bancari dell’aeroporto, negli uffici postali, in gran parte degli hotels e nelle agenzie di cambio autorizzate presenti nelle grandi città. E’ consigliabile, ma non obbligatorio, portare con sè una piccola quantità di dollari americani, poiché alcune zone turistiche, soprattutto nella Città Vecchia di Gerusalemme, accettano il pagamento in dollari. I detentori di carte di credito internazionali possono ritirare il denaro in valuta locale o estera presso le banche che accettano la loro carta di credito. Gli sportelli ATM sono presenti presso la maggior parte delle banche. Con l’euro e i dollari americani si possono fare piccoli acquisti. In ogni caso, negozianti e fornitori di servizi non sono obbligati ad accettare la valuta straniera ed è loro consentito avere il cambio in shekels anche se il pagamento sia avvenuto in valuta straniera. Le principali carte di credito, American Express, Diners, Visa, Mastercard, Access, Eurocard, vengono ampiamente accettate nei ristoranti, negozi, hotels e musei israeliani.

Elettricità
La corrente elettrica fornita in Israele è di 220 V monofase a 50 Hertz. Spesso le prese elettriche dispongono di tre fori, ma molte funzionano comunque anche con le spine europee a 2 contatti. Per maggiore sicurezza consigliamo comunque di fornirsi di un adattatore universale.

Telefoni in Israele
In Israele i telefoni pubblici funzionano con le schede telefoniche in vendita presso uffici postali, edicole, chioschi, bar. Il prefisso internazionale per chiamare Israele è 00972. Il prefisso per chiamare l’Italia da Israele è 0039

Fuso orario in Israele
Un’ora in più rispetto all’ora solare italiana.

Mance
È buona consuetudine, a fronte di un buon servizio, lasciare una mancia nei ristoranti, negli alberghi e per il facchinaggio.

Shopping
E’ una consuetudine consolidata prevedere 2 fermate “Shopping” a discrezione dell’autista: l’acquisto è chiaramente facoltativo e non compromette lo svolgimento del programma

Apparecchi elettronici in Israele
La corrente elettrica viene erogata ovunque a 220 volt. Le prese sono come quelle europee sono adattabili a quelle italiane purché prive del connettore centrale (la terra). Altrimenti consigliamo di procurarsi un adattatore universale.

Vaccinazioni
Nessuna vaccinazione è obbligatoria. La situazione sanitaria in generale è ottima ed i servizi ospedalieri sono di buon livello.

Festività
In Israele le festività sono legate alla religione ebraica. Il giorno festivo è il sabato: ogni attività termina il venerdì pomeriggio in base all’orario dello Shabbat e riprende la domenica mattina. Per i musulmani il giorno festivo è il venerdì. Per i cristiani il giorno di festa è la domenica.

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