0961.963832 320.6650655 info@operacalabresepellegrinaggi.it

Login

Sign Up

After creating an account, you'll be able to track your payment status, track the confirmation and you can also rate the tour after you finished the tour.
Username*
Password*
Confirm Password*
Nome*
Cognome*
Email*
Telefono*
Paese*
* Creating an account means you're okay with our Terms of Service and Privacy Statement.

Already a member?

Login
0961.963832 320.6650655 info@operacalabresepellegrinaggi.it

Login

Sign Up

After creating an account, you'll be able to track your payment status, track the confirmation and you can also rate the tour after you finished the tour.
Username*
Password*
Confirm Password*
Nome*
Cognome*
Email*
Telefono*
Paese*
* Creating an account means you're okay with our Terms of Service and Privacy Statement.

Already a member?

Login

Polonia

Pellegrinaggi 2020
VOLO DI LINEA DA LAMEZIA

Polonia

5 Giorni
Data : Luglio 2020
Volo da Lamezia

Polonia
1 bagaglio da stiva e 1 a mano
Hotel 3 e 4 stelle
Supp. Singola € 120,00
Pensione Completa come da programma
Visite ed escursioni con guida parlante italiano
Accompagnatore Tecnico
Ingressi inclusi (solo quando espressamente specificato)

0
VOLO DI LINEA DA LAMEZIA

Polonia

5 Giorni
Data : Agosto 2020
Volo da Lamezia

Polonia
1 bagaglio da stiva e 1 a mano
Hotel 3 e 4 stelle
Supp. Singola € 120,00
Pensione Completa come da programma
Visite ed escursioni con guida parlante italiano
Accompagnatore Tecnico
Ingressi inclusi (solo quando espressamente specificato)

0
La Storia

Il paese fu abitato inizialmente dai Celti nella Slesia e nella Polonia occidentale tra il IV e il I secolo a.C., quando comparvero anche i Germani. A partire dal V e VI secolo d.C. entrambi i popoli vennero assorbiti dalle popolazioni slave occidentali. Tuttavia l’antico Regno polacco cominciò a prendere una forma unitaria solo nella metà del X secolo, sotto la dinastia dei Piast, e per la precisione sotto Mieszko (Miecislao). Infatti risulta che nel 966, dopo aver riunito intorno alla rocca di Gniezno una prima rudimentale comunità nazionale, qui si scelse anche la bandiera che ancora oggi è quella della Repubblica di Polonia, un’aquila d’argento (di colore bianco) su sfondo rosso. Secondo la leggenda si scelse questo tema a causa del ritrovamento di un nido di aquilotti durante i lavori di costruzione della città di Gniezno. Miecislao si convertì successivamente al cristianesimo, secondo alcuni per compiacere sua moglie, una principessa Boema, ma sicuramente anche per godere della protezione della Chiesa ed evitare la colonizzazione germanica.

Nel XII secolo la Polonia si frammentò in molti piccoli stati, che nel 1241 vennero depredati dalle armate Mongole dell’Orda d’Oro. Sotto la dinastia Jagellone, venne accordata un’alleanza con la vicina Lituania, e l’epoca d’oro arrivò nel XVI secolo con l’unione tra i due stati (Unione di Lublino, 1569), nella Confederazione polacco-lituana. Durante il XVI secolo, a seguito delle vittorie contro la Russia, la Confederazione riuscì ad imporsi come una delle maggiori potenze in Europa; tuttavia la scarsa centralizzazione del potere regio e la natura elettiva di questo, la portò con il tempo ad indebolirsi fino a quando non venne letteralmente spartita dall’Impero austro-ungarico, dall’Impero prussiano e dall’Impero russo.

I sudditi polacchi godevano di grande libertà ed esisteva un sistema parlamentare, anche se i benefici di quest’ultimo erano limitati alla szlachta (nobiltà). Da quel tempo i polacchi si sono dati il nome di Nazione della gente libera.

Nel 1655, la Polonia perse la Seconda guerra del nord contro la Svezia, e ciò diede inizio al cosiddetto Potop (“diluvio”), che si concluse nel 1660 con la Pace di Oliva (o Oliwa). Vi furono inoltre numerose guerre contro l’impero ottomano, la Russia, la Svezia, la Transilvania e la Prussia-Brandeburgo che finirono nel 1699.

La spartizione e la sottomissione allo straniero
Nei successivi 80 anni, l’elettività del sovrano e il principio del liberum veto nella Camera dei deputati della Polonia provocarono lo svanire del potere centrale ed il raggiungimento di un punto morto nelle istituzioni, indebolirono la nazione, e portarono alla sottomissione da parte di Austria, Prussia e Russia.

L’Illuminismo in Polonia fomentò un crescente movimento nazionale per restaurare lo stato, il cui risultato fu la prima costituzione scritta d’Europa, nel 1791, la Costituzione Polacca di Maggio (festeggiata il 3 maggio).

Il processo di riforme causò un intervento esterno e una serie di spartizioni della Polonia fra i tre imperi di Austria, Russia e Prussia nel 1772, 1793 e 1795; al termine, la Polonia venne completamente cancellata dalle carte geografiche. I polacchi risentirono la mancanza di libertà e più volte si ribellarono contro gli oppressori.

Napoleone creò uno Stato dipendente dalla Francia in territorio polacco, il Granducato di Varsavia, governato da Federico Augusto I di Sassonia.

Dopo le guerre napoleoniche, una ricostituzione dello Stato polacco, il Regno di Polonia conosciuto come “Polonia del Congresso”, governato dallo zar russo, possedeva una costituzione liberale.

Tuttavia gli zar russi ridussero presto le libertà della Polonia, finché la Russia annesse di fatto il paese.

Più tardi, nel XIX secolo, la Galizia governata dall’Austria divenne l’oasi polacca della libertà.

Durante la prima guerra mondiale tutti gli alleati concordarono nella ricostituzione della Polonia come stato cuscinetto tra Germania e Unione Sovietica ed il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson la proclamò nel punto 13 dei suoi quattordici punti.

L’indipendenza
Poco dopo la capitolazione della Germania nel novembre 1918, la Polonia riguadagnò l’indipendenza come Seconda Repubblica di Polonia.

Ad oriente però la tensione crebbe nei confronti della Russia, allora alle prese con una guerra civile e con le difficoltà della nascente Rivoluzione Bolscevica che, per sua stessa natura, doveva essere esportata raggiungendo le masse operaie dell’Europa occidentale, anch’esse duramente provate dalla guerra. Dopo qualche tentativo diplomatico, iniziarono diverse scaramucce di frontiera con scontri armati sempre più violenti. Lo scenario cambiò nel giro di un altro mese con l’offensiva sovietica; a metà di questa gli inglesi si offrirono di mediare le trattative, ma fu la Russia Bolscevica a rifiutare e voler continuare l’offensiva che la porterà fino alle porte di Varsavia.

La Polonia cambiò le sorti della guerra ancora una volta con una delle battaglie più decisive della storia, definita dai giornali dell’epoca, “il miracolo della Vistola”. Nel contrattacco che ne seguì, la Polonia rioccupò buona parte dei territori perduti ritornando praticamente sulle posizioni iniziali, in quella che oggi chiamiamo Bielorussia, la cui popolazione era polacca per più del 50% così come nel territorio di Vilna, e la parte più occidentale dell’Ucraina.

La Russia bolscevica, ancora alle prese con la propria guerra civile e con disordini interni, desistette dalla lotta, e col Trattato di Riga del 1921 riconobbe le frontiere polacche in Bielorussia e in Ucraina, fissando il confine russo-polacco secondo quanto stabilito alla fine della prima guerra mondiale. Il territorio di Vilna, rivendicato dalla Lituania con l’assenso dei russi, fu poi annesso alla Polonia nel 1922, tramite plebiscito (dimostrando così la prevalenza dell’etnia polacca in quei territori). Infine l’Alta Slesia fu acquisita grazie alla Guerra polacco-cecoslovacca.

Tali confini restarono sostanzialmente invariati fino al settembre del 1939, tranne l’acquisizione di Cieszyn/Teschen a spese della Cecoslovacchia.

La seconda guerra mondiale
La Seconda Repubblica di Polonia ebbe sin dall’inizio relazioni tese con i suoi due vicini più potenti, la Germania (che rivendicava la Prussia Occidentale e Danzica) e l’URSS (che rivendicava i territori orientali, caratterizzati da una forte presenza di bielorussi e ucraini). Sebbene fino alla metà degli anni trenta il Capo di Stato Maggiore Józef Piłsudski fosse riuscito a stabilizzare i rapporti con Russia e Germania, a partire dalla sua morte la situazione iniziò a peggiorare, in particolare col Terzo Reich, col rifiuto della Polonia di aderire al Patto anti-Comintern e di concedere la costruzione di una strada extra-territoriale che collegasse la Città Libera di Danzica alla Germania passando per il cosiddetto corridoio polacco; adirato da tale presa di posizione, Hitler, che stava proseguendo la sua politica di creazione del Grande Reich, iniziò a riarmare gradualmente la Germania grazie alle miti politiche di appeasement di Francia e Inghilterra che rifiutarono una collaborazione con l’Unione Sovietica in chiave anti-Hitleriana. All’inizio del 1939, dopo aver inglobato Austria e Sudeti, progettò un attacco armato alla Polonia, e in agosto impose un ultimatum chiedendo la cessione non solo di Danzica ma anche del corridoio polacco come unica alternativa alla guerra; il rifiuto della Polonia, incoraggiato dalle garanzie anglo-francesi di intervento, portò all’aggressione tedesca provocando lo scoppio della seconda guerra mondiale. Il territorio polacco fu invaso dalle truppe del Terzo Reich e dall’Unione Sovietica e spartito fra i due Stati aggressori sulla base di quanto stabilito dal Patto Molotov-Ribbentrop, un trattato di non-aggressione con clausola segreta di spartizione della Polonia e i paesi baltici.

Le ostilità iniziarono il 1º settembre 1939; la Polonia, per quanto stato governato da una giunta ideologicamente militarista, era completamente impreparata di fronte alla velocità e la violenza degli attacchi tedeschi, per via del fallimento nella modernizzazione dell’esercito. La situazione si aggravò quando l’esercito polacco, impegnato duramente ad ovest dalla Wehrmacht fu attaccato anche da est dall’Armata Rossa il 17 settembre, senza alcuna dichiarazione di guerra da parte dell’Unione Sovietica. Tutto il paese soffrì gravemente durante il periodo dell’occupazione, (vedi anche Governatorato Generale), anche perché tra tutte le nazioni coinvolte nella guerra, la Polonia perse la percentuale maggiore di cittadini: circa 5,5 milioni di persone perirono per le varie cause legate alla guerra. Lo stato maggiore polacco venne fisicamente eliminato dai sovietici nel massacro di Katyn’ e 100 000 civili polacchi deportati in Siberia e Ural nei Gulag. Solo negli ultimi anni di guerra si sarebbe formato un comitato di resistenza, la cui azione più importante fu senza dubbio la Rivolta di Varsavia (tra 150.000 e 225.000 vittime tra civili e partigiani) del 1944. In generale, comunque, i contributi dei soldati e dei partigiani polacchi furono ignorati a fine guerra dagli Alleati, che riconobbero l’annessione della Polonia orientale all’URSS e lasciarono che il paese entrasse nel Patto di Varsavia, diventando quindi uno stato satellite comunista. Inoltre è passato inosservato a tutto il mondo fino alla conclusione della seconda guerra mondiale il fatto che l’esercito russo, nascondendosi dietro alle barbarie di quello tedesco, uccise 10 000 ufficiali polacchi nel massacro di Katyn’.

Il periodo comunista
Dopo la guerra, le frontiere della Polonia vennero spinte ad Ovest; il confine est alla linea Curzon, avallando le pretese sovietiche, dopo lo sterminio e la deportazione in Siberia della popolazione di etnia polacca e il confine ovest alla linea Oder-Neisse per circa 200 km. Dopo lo spostamento, la Polonia perse ad est 188 000 km² (15 milioni di abitanti) a favore dell’Unione Sovietica e guadagnò 122 000 km² a spese della Germania. Lo spostamento delle frontiere causò anche la migrazione verso ovest di milioni di persone, polacchi e tedeschi in fuga dai territori amputati dai rispettivi paesi ed ucraini trasportati a ripopolare le terre conquistate. La vittoria dell’Unione sovietica portò l’ascesa di un governo comunista. Nel 1948 si ebbe una svolta verso lo Stalinismo. La Repubblica Popolare di Polonia, venne ufficialmente proclamata nel 1952. Nel 1956 dopo una rivolta il regime divenne meno oppressivo, liberando molte persone dalle prigioni ed espandendo in parte le libertà personali.

Gli scioperi dei lavoratori nel 1980 portarono alla formazione di un sindacato indipendente, “Solidarność”, che con il tempo divenne una forza politica, appoggiata ufficialmente dal Vaticano dagli ambienti occidentali europei e statunitensi. Tuttavia, temendo un intervento militare sovietico (siamo ancora sotto piena Dottrina Brežnev), il generale Wojciech Jaruzelski sostituisce Stanisław Kania alla guida della nazione e – in base alla legge marziale – nel dicembre 1981 sospende le attività di Solidarność, mentre Lech Wałęsa viene arrestato. Negli anni successivi il regime comunista continua a mantenere il controllo della Polonia in un crescendo però di malcontento generale.

La democrazia
“Solidarność” per quanto non riconosciuto dal regime, continuò le sue attività sotterraneamente e col tempo erose il dominio del partito comunista; nel 1989 vinse le elezioni parlamentari e nel 1990 Lech Wałęsa divenne il primo presidente eletto. Vennero riconosciuti diversi diritti civili e umani, tra cui la libertà di parola e la democrazia. Tuttavia, il sistema politico era instabile: ci furono elezioni nel 1991, nelle quali nessun partito ottenne più del 15% dei voti o dei seggi, e nel 1993, in cui si affermarono l’Alleanza della Sinistra Democratica (SLD, post-comunista) e il Partito Popolare Polacco (PSL), ma senza che nessuno dei due ottenesse la maggioranza assoluta.

La transizione dall’economia centralizzata all’economia di mercato non fu facile. Un programma di terapia shock causò il crollo dell’economia nei primi anni 1990 e permise alla nazione di trasformare la sua economia in una delle conformate ai criteri dell’economia neoliberale dell’Europa centrale. La Polonia fu il primo tra i paesi post-comunisti a riguadagnare sul PIL.

Nel 1995 il socialdemocratico Aleksander Kwaśniewski (SLD) sconfisse al ballottaggio Lech Wałęsa e gli succedette come presidente, venendo confermato nel 2000. Nel frattempo, la coalizione tra SLD e PSL veniva bocciata dagli elettori nel 1997 ma riconfermata nel 2001, nelle quali comparvero due nuove formazioni di destra, la nazionalista Diritto e Giustizia (PiS) e la conservatrice Piattaforma Civica (PO).

All’interno del programma di espansione della NATO verso Est, la Polonia fu annessa il 12 marzo 1999. L’8 giugno 2003 il 77,4% dei polacchi in un referendum approvò l’adesione all’Unione europea, cui seguì nella primavera del 2004 la partecipazione all’elezione del Parlamento europeo.

Alle elezioni parlamentari in Polonia del 2005 PiS e PO conquistarono alleate una vasta maggioranza parlamentare, nell’ottobre 2005 si sono svolte le elezioni presidenziali che hanno portato all’elezione di Lech Kaczyński, vanamente contrastato da Donald Tusk. La maggioranza euroscettica guidata dal PiS contro PO è presto implosa, forzata a convocare elezioni anticipate nel 2007, nelle quali ha trionfato PO. Il presidente polacco Lech Kaczynski, in data 27/11/2009 ha firmato l’emendamento (approvato all’unanimità, dal Parlamento polacco, il 25 settembre dello stesso anno) che introduce l’apologia di reato comunista, vietando e perseguendo penalmente “produzione, diffusione (anche tramite internet) e possesso di simboli, propaganda e idee legate al comunismo. La pena per chi viene colto in flagrante può arrivare a 2 anni di reclusione. Sempre il 27 novembre 2009, il Presidente Lech Kaczynski ha reso obbligatoria la castrazione chimica su chi abusa di minorenni al di sotto dei 15 anni di età (tratto dalla Gazzetta Ufficiale Polacca).

Il 10 aprile 2010 il presidente Lech Kaczyński insieme a gran parte della classe dirigente polacca muore a bordo del Tupolev Tu-154 in un incidente aereo, avvenuto in Russia, con la moglie e con altri esponenti politici polacchi, a lungo si sospetterà dell’accaduto l’intelligence russa. A giugno è eletto il suo successore, Bronisław Komorowski, che ha avuto la meglio sul fratello gemello di Lech Kaczyński, Jarosław.

Dal 22 settembre 2014 è in carica il governo di Ewa Bożena Kopacz. Alle elezioni parlamentari in Polonia del 2015 vince il PIS. Alla guida del nuovo governo c’era Beata Maria Szydło, sostituita nel 2017 da Mateusz Jakub Morawiecki appartenente anche lui al PIS. L’attuale presidente della Polonia, appartenente al partito PIS, eletto nel 2015, è Andrzej Sebastian Duda.

Monumenti e Luoghi d'Interesse

La Polonia è una terra che varia dalle splendide montagne e vallate del sud, ai lagni eccezionali e le affascinanti dune del nord. E’ un paese dotato di un patrimonio culturale unico. I luoghi imperdibili:

Miniera di sale di Wieliczka
La miniera di Wieliczka è situata nella città di Wieliczka, nell’Area metropolitana di Cracovia, in Polonia. È stata utilizzata per l’estrazione del sale dal XIII secolo al 1996. È una delle più antiche miniere di sale al mondo; la più antica si trova a Bochnia, sempre in Polonia, a 20 km da Wieliczka. La miniera raggiunge una profondità di 327 metri e presenta gallerie e cunicoli per un’estensione totale di 287 km. La miniera di sale di Wieliczka ha 3,5 km disponibili per le visite turistiche (meno dell’1% della lunghezza totale delle gallerie), che includono statue di figure storiche e religiose, tutte scolpite dai minatori direttamente nel sale. Anche i cristalli dei candelieri sono stati forgiati nel sale. La miniera presenta anche stanze decorate, cappelle e laghi sotterranei, e mostra la storia della miniera. Quella di Wieliczka è comunemente detta “la cattedrale di sale sotterranea della Polonia”, ed è visitata ogni anno da circa 800.000 persone.

Collina di Wawel
Wawel è una collina situata sulla riva sinistra del fiume Vistola a Cracovia, in Polonia, ha un’altitudine di 228 metri sul livello del mare. È un luogo simbolico e ha grande significato per i polacchi. Il Castello Reale e la Cattedrale sono situati sulla collina. I reali della Polonia e alcuni illustri polacchi sono sepolti nella Cattedrale e le incoronazioni dei re avvenivano proprio lì. La Cattedrale del Wawel è il santuario nazionale polacco. Con 1000 anni di storia, era sede delle incoronazioni dei monarchi della Polonia. La cappella di Sigismondo (Kaplica Zygmuntowska) è uno dei più famosi esempi di architettura a Cracovia. Fu costruita come cappella tombale per l’ultimo Jagellone, e fu descritta da molti storici dell’arte come il più bell’esempio del Rinascimento toscano a nord delle Alpi. Fu finanziata dal re Sigismondo I di Polonia, e fu costruita dal 1519 al 1533 da Bartolomeo Berrecci. È una cappella a base quadrata con cupole d’oro e custodisce le tombe del fondatore Sigismondo, come di altri re e regine (Sigismondo Augusto di Polonia e Anna Jagiellonka). I disegni delle sculture interne, degli stucchi e dei dipinti furono presi da alcuni artisti dell’epoca, come Santi Gucci, Hermann Vischer e dall’architetto stesso, Georg Pencz. Il Castello del Wawel (Zamek wawelski) fu utilizzato come residenza reale ed è il luogo in cui i reali di Polonia governarono lo Stato per cinque secoli, dal 1038 al 1596. Dal 2012 a maggio 2017 ha ospitato la dama con l’ermellino di Leonardo Da Vinci, adesso spostata al museo nazionale di Cracovia

Varsavia – Città Vecchia
Nel XVIII e XIX secolo Varsavia era conosciuta con il nome di “Parigi del nord”, per i suoi ampi viali alberati e la struttura architettonica classicheggiante e di ampio respiro. Tuttavia, durante la seconda guerra mondiale la città venne quasi completamente distrutta e la successiva ricostruzione ne cambiò sensibilmente il carattere e l’assetto urbanistico. Nonostante la ricostruzione dei maggiori monumenti e parchi storici, riportati al loro antico splendore, l’aspetto di Varsavia venne caratterizzato indelebilmente dall’architettura del realismo socialista, come emerge da uno dei nuovi simboli della città e principale punto di riferimento spaziale, il Palazzo della Cultura e della Scienza (Pałac Kultury i Nauki, o PKiN), esempio di architettura real-socialista monumentale. Questo enorme edificio, eretto negli anni 1952-1955, situato accanto alla stazione centrale, occupa quello che attualmente è il centro commerciale, finanziario e economico di Varsavia. Una delle maggiori attrattive è costituita, comunque, dalla Città Vecchia (Stare Miasto), che corrisponde all’incirca alla “Vecchia Varsavia”, il primo nucleo urbano della città risalente al XIII secolo. Seriamente danneggiato dagli eventi bellici, questo quartiere venne ricostruito con precisione negli anni cinquanta e sessanta, basandosi in gran parte sulle famose vedute attribuite al Canaletto (e in realtà dipinte da Bernardo Bellotto). Il cuore della città vecchia è costituito dal Rynek Starego Miasta, attorno a cui si dipana un reticolo di vicoli e stradine molto suggestivi, tra cui la bella via Piwna (ulica Piwna), su cui si affacciano numerosi palazzi in stile neoclassico e barocco.

Auschwitz – Birkenau
Costruito nel 1940, per accogliere i prigionieri politici polacchi,che erano ormai troppi per le carceri, Auschwitz I fu il campo di concentramento originale e il centro amministrativo del complesso che si costruì successivamente. I primi ad essere reclusi nel campo furono i prigionieri politici dell’esercito polacco, ma non tardarono a seguirli anche i membri della resistenza, gli intellettuali, gli omosessuali, gli zingari e gli ebrei. La maggior parte degli ebrei furono ingannati dai nazisti, che gli vendevano terreni e case e gli offrivano interessanti posti di lavoro, per portarli con sé  a destinazione, insieme ai loro averi. Dopo un lungo ed estenuante viaggio, arrivavano al campo, dove, se non erano considerati idonei per le attività lavorative assegnate, venivano assassinati e, se lo erano, lavoravano praticamente fino alla morte. Non appena attraversavano la porta di Auschwitz I, i prigionieri leggevano l’enorme scritta “Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi), facendo supporre ai prigionieri che, prima o poi, avrebbero potuto abbandonare liberamente quel luogo. Oltre ai capannoni, dove vivevano i prigionieri, il campo era diviso in vari blocchi, come il numero 11, conosciuto come il “blocco della morte”. Era il luogo dove si torturavano i prigionieri, che erano rinchiusi in celle esigue, dove i prigionieri morivano di fame o venivano uccisi. Nella visita dei differenti blocchi, si possono constatare le condizioni in cui vivevano i prigionieri. Si può osservare una piccola parte dell’immensa collezione d’oggetti, rubati ai prigionieri prima di assassinarli, come stivali, valige, occhiali, pentole e persino dei capelli, che erano venduti per la fabbricazione di tessuti per i cappotti dei nazisti. Il secondo e il maggiore campo di concentramento è quello che la maggior parte della gente conosce come Auschwitz. Fu costruito nel 1941, nella località di Bikernau (a 3 chilometri dal campo principale) come parte del piano della Germania nazista per la “Soluzione finale”, con cui si volevano sterminare gli ebrei. Il campo era formato da 175 ettari ed era diviso in varie sezioni, delimitate da filo spinato e recinzioni elettrificate. Auschwitz – Birkenau non era un campo di lavoro come gli altri, ma fu costruito con la finalità di portare a termino lo sterminio dei prigionieri. Disponeva, pertanto, di cinque camere a gas e di forni crematori, ognuno con capacità per 2.500 prigionieri. Dopo essere arrivati al campo nei vagoni merci, in un terribile viaggio di vari giorni, in cui non potevano né mangiare né bere, i prigionieri venivano selezionati. Alcuni raggiungevano direttamente le camere a gas, mentre altri venivano inviati nei campi di concentramento o erano utilizzati per degli esperimenti. I prigionieri considerati poco adatti per lavorare, erano inviati nelle camere a gas; gli comunicavano che avrebbero dovuto farsi una doccia e, dopo aver lasciato i propri averi nella sala, venivano rinchiusi e assassinati con Zyklon B. Quando ormai erano tutti morti, si controllava che non avessero nessun oggetto di valore (denti d’oro, orecchini…) con sé, per poi essere trasportati nei campi crematori. Anche se in un primo momento le donne non venivano importate, contro la propria volontà, nel campo, nel 1942 si iniziò ad inviarle ad Auschwitz II, dove venivano uccise o obbligate a partecipare ad crudeli esperimenti di sterilizzazione, che si realizzavano all’interno del campo. Nel campo ancora si conservano alcuni capannoni originari, le enormi latrine e i resti dei forni crematori e delle camere a gas, che i nazisti cercarono di distruggere prima di scappare frettolosamente. Pur non essendo un luogo dove svagarsi, il campo di concentramento è una visita fondamentale per conoscere una degli avvenimenti più tragici e importanti della storia del XX secolo. Le guide del campo vi parleranno, senza mezzi termini, di come vivevano i prigionieri, fin dal loro arrivo nel campo. Le strutture dei campi si conservano in buonissime condizioni e si possono visitare gli antichi capannoni, le camere a gas, i forni crematori e una parte dell’immensa collezione di oggetti, che furono rubati ai prigionieri prima di assassinarli.

Il Santuario di Częstochowa
Il santuario di Częstochowa è uno dei più importanti centri di culto cattolico della Polonia. Ogni anno vi giungono oltre quattro milioni di pellegrini. Il santuario si trova nella città di Częstochowa, nel voivodato della Slesia. A Jasna Góra (lat. Clarus Mons, ita. Monte Chiaro) è conservata l’icona della Madonna di Częstochowa, così cara al popolo polacco da meritare a Częstochowa il titolo di “Capitale della Corona di Polonia”.  Fondato da Luigi I d’Ungheria e dal suo collaboratore di corte Ladislao di Opole, il santuario è curato da sempre dall’ordine ungherese dei Paolini. Da allora i re polacchi hanno sempre indirizzato a Jasna Góra una grande venerazione. Il principe Ladislao Jagiello fu fondatore della chiesa. I re, ad incoronazione avvenuta, erano soliti recarvisi per rendere omaggio alla Madonna Nera. L’unico a non esserci mai andato è stato l’ultimo re Stanislao Augusto Poniatowski.

Castello di Malbork
Il castello di Malbork (in tedesco: Ordensburg Marienburg) venne costruito dall’Ordine teutonico come un Ordensburg, cui venne dato il nome di Marienburg (letteralmente “castello di Maria”, la patrona dell’ordine). La città che vi crebbe attorno assunse lo stesso nome, oggi divenuta Malbork e appartenente alla Polonia. Costruito per ordine di Siegfried von Feuchtwangen, il castello di Malbork è situato sulla sponda sudorientale del fiume Nogat e quindi accessibile alle navi mercantili e alle chiatte. Esso era inizialmente un convento, poi trasformato in un castello a tutti gli effetti. Il castello di Malbork è costituito da tre parti: il castello alto, cioè l’ex convento; il castello medio, con le abitazioni degli inservienti e alcuni servizi; il castello basso, nel quale vi era il karwan, uno spaccio di armi di ogni genere. Durante la guerra dei tredici anni molte stanze del castello si riempirono di armi varie da utilizzare contro un’eventuale invasione. Il castello ritrovò tuttavia le sue funzioni originali con la dominazione polacca. Il castello, che al proprio interno ospita anche un museo, è un classico esempio di fortezza medievale; è il più grande castello del mondo costruito in mattoni (in generale è l’edificio in mattoni più grande mai costruito dall’uomo) e uno dei più imponenti dell’Europa Il castello e il suo museo fanno parte dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO sin dal dicembre 1997.

Foto e Video
Informazioni Utili

Documenti
Ai cittadini italiani è richiesto passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio senza alcun timbro di rinnovo. Non è previsto alcun rimborso per chi si presentasse alla partenza con un documento scaduto o non valido.

Bagaglio
A bordo è consentito un solo bagaglio a mano che non superi gli 8 Kg di peso e la cui somma (altezza, lunghezza e profondità) non superi i 115 cm. Nel bagaglio a mano non devono essere trasportati liquidi e oggetti taglienti, possono essere inseriti nel bagaglio da spedire che non deve superare i 23 Kg. Sono considerati oggetti taglienti: forbicine, pinzette e limette per unghie. Sono considerati liquidi: dentifricio, creme, saponette, mascara ecc. I medicinali, anche se liquidi, potranno essere portati a bordo se accompagnati da ricetta medica. Chi volesse portare nel bagaglio a mano liquidi dovrà attenersi scrupolosamente alle norme per il trasporto dei liquidi: I liquidi dovranno essere contenuti in singoli recipienti con capacità massima di 100 ml ciascuno. Dovranno essere trasportati in buste di plastica trasparenti e richiudibili della capacità massima di 1 litro per passeggero. (Massimo 10 bottigliette da 100 ml ognuna).

Clima e Abbigliamento
In Polonia il clima è continentale, con inverni molto freddi, spesso sottozero, ed estati moderatamente calde. Il clima è più mite lungo la costa settentrionale affacciata sul Baltico, mentre diventa progressivamente più continentale quanto più ci si allontani dal mare.

Lingua
La lingua ufficiale è il polacco.

Cibi
La Polonia è sempre stata centro nevralgico dell’Europa, subendo influssi dal mondo orientale e da quello occidentale. E anche la sua cucina ha risentito di tutto ciò. Quella polacca è una cucina semplice ma varia, gustosa e piena di sapori, e nonostante i nomi siano davvero difficili da pronunciare.

La zuppa fa da padrona all’inizio del pranzo. E’ una vera e propria passione quella dei polacchi per le zuppe: zurek, con farina di segale, salsiccia e uovo sodo, barszcz (o borsc, di origine ucraina) con la barbabietola rossa, chlodnik, servita fredda, con latte cagliato e foglie di barbabietola, ogorkowa, con cetrioli in salamoia, e kapusniak, a base di cavoli. Vi sono inoltre numerossisime varianti, con l’aggiunta di ravioli, spezie e erbe.

Ovunque sceglierete di mangiare, non potrete non assaggiare i famosissimi pierogi, forse il più famoso dei piatti tipici polacchiI pierogi sono ravioli dalla forma a mezzaluna, da gustare salati, a scelta con patate, formaggio, cipolla, carne, funghi, oppure dolci, ripieni di frutta. Tra gli altri primi potrete gustare anche i pyzy, grossi gnocchi, con o senza ripieno di carne.  Altro alimento base dell’alimentazione polacca è la carne, cucinata in ogni modo. Da provare la kielbasa, tipica salsiccia polacca, la kotlet schabowy, classica cotoletta impanata di maiale o manzo, la golonka, stinco di maiale marinato, e la zeberka, costolette di maiale al miele. Come contorno ovviamente le patate, che per i polacchi hanno un valore simile a quello che ha il pane per noi italiani. Per gli stomaci più forti, tra i piatti tipici polacchi, abbiamo il bigos, stufato di differenti carni e salumi, con crauti e prugne secche.

I dolci tra i piatti tipici polacchi sono davvero tanti, in primis vi consigliamo la kremowka, rivisitazione della classica millefoglie, il dolce papale per eccellenza, il preferito da Karol Woityla. Gustosi anche il famoso sernik, torta fredda alla ricotta simile alla cheescake, la babka, torta spugnosa ricoperta con glassa alla vaniglia o al cioccolato, la szarlotka, semplice torta di mele con profumo alla cannella, il mazurek, di pasta frolla e frutta secca, la makoweiec, torta ai semi di papaveroe il piernik, al miele, dolce natalizio

Per coloro che necessitano di diete particolari, soffrono di intolleranza od allergie consigliamo di provvedere a portarsi il necessario, in quanto non sempre e dovunque sarà possibile esaudire le diverse richieste.

Programma di viaggio
Il programma potrebbe subire delle variazioni per ragioni logistiche. Sarà fatto il possibile per garantire l’intero svolgimento del programma e di tutte le visite, che potranno subire modifiche di ordine cronologico e  salvo casi di forza maggiore (ordine pubblico, motivi di sicurezza, ecc.).

Valuta

La moneta ufficiale è lo Zloty polacco, tuttavia l’Euro viene accettato dalla maggior parte dei negozi, hotel, ecc.

1 € = 4,31 Zloty ( valuta al 21/11/2018)

Telefoni
Prefisso per l’Italia 0039. Per chiamare dall’Italia è 0048, più il prefisso della città polacca senza lo zero. I prefissi dei telefoni fissi per chiamare dall’interno sono preceduti dallo 0 (da non digitare quando si chiamano i telefoni cellulari). Buona copertura per i telefoni cellulari. I quattro operatori presenti sul mercato hanno accordi di roaming con i principali operatori italiani ed europei.

Fuso orario
Stesso fuso orario dell’Italia

Apparecchi elettronici
La corrente elettrica viene erogata ovunque a 220 volt. Le prese sono come quelle europee sono adattabili a quelle italiane purché prive del connettore centrale (la terra). Altrimenti consigliamo di procurarsi un adattatore universale.

Condividi su
Articoli correlati

Viaggio in Polonia

Il viaggio in Polonia di 5 giorni organizzato da Opera Calabrese Pellegrinaggi nel mese di agosto del 2014. Un forte ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato a questa esperienza.
Read More

I classici della cucina Polacca

La Polonia è stata sempre nella storia un crocevia tra l’est e l’ovest: il commercio, le guerre, come pure i domini e sovrani hanno dato carattere e influenze così come nella lingua e nell’arte anche nella cucina. Non c’è da stupirsi infatti se tra i piatti tipici polacchi troviamo i fagioli alla bretone, le frittelle...
Read More