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Vienna

Tour Culturali a Vienna 2018
PARTENZA DA LAMEZIA o NAPOLI

Capodanno a Vienna

Da€895
6 Giorni
Data : 28 Dic 2018 - 02 Gen 2019
Lamezia/Napoli

Volo di Linea Lufthansa
Collegamento Calabria/Napoli/Calabria in autobus
Pensione come da programma
Possibilità di assistere ad uno dei concerti sinfonici di fine anno.

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Introduzione

Vienna è la capitale e allo stesso tempo uno dei nove stati federali dell’Austria, completamente circondato dalla Bassa Austria. È il settimo comune per abitanti dell’Unione europea.

La città di Vienna è sede di importanti organizzazioni internazionali tra le quali: OPEC, AIEA e ONU. Il centro storico della città è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Vienna è nota per avere ospitato molti tra i maggiori compositori del XVIII e del XIX secolo: Antonio Vivaldi, Niccolò Paganini, Christoph Willibald Gluck, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Joseph Haydn, Antonio Salieri, Ludwig van Beethoven, Gioachino Rossini, Franz Schubert, gli Strauss, Johannes Brahms, Franz Liszt, Gustav Mahler, Arnold Schönberg e altri ancora.

Vienna è anche un centro industriale con, principalmente, industrie elettroniche, tessili, agroalimentari, siderurgiche, chimiche, meccaniche di precisione.

Per quattro anni consecutivi (2009-2012) la rivista Mercer ha classificato Vienna al primo posto nella sua classifica delle 100 città con la miglior qualità della vita. Nel 2014, dopo essere stata superata da Melbourne, Vienna è ritornata al primo posto.

La città, che ha vari esempi d’architettura barocca e può essere indicata come culla dello stile Jugendstil, è rappresentata per oltre la metà da spazi verdi tra parchi, giardini e boschi, che diventano luoghi di svago e di aggregazione sociale. Dopo le gravissime distruzioni subite durante la seconda guerra mondiale, il suo patrimonio edilizio e monumentale è stato degnamente ricostruito e potenziato.

La storia

Il periodo romano
Nel luogo occupato dall’odierna città i romani fondarono attorno al 100 d.C. un campo militare che venne chiamato Vindobona, a protezione della vicina città di Carnuntum. Successivamente vi si stabilirono anche civili, e secondo alcune fonti l’imperatore Marco Aurelio potrebbe esservi morto dopo una lunga malattia il 17 marzo del 180 d.C., nel corso della seconda spedizione germanica. Ancora oggi è possibile vedere le vecchie mura erette tra il 100 e il 500 d.C., l’odierna Vienna presenta al suo centro stradine che rispecchiano all’incirca l’antica struttura. Data la posizione molto esposta verso est, Vindobona fu presto oggetto di conquista dei vari popoli che cercavano di penetrare in Europa centrale, tra i quali i Longobardi, gli Avari e gli Slavi.

Età medievale
La città riottenne la sua posizione di primo piano nella zona dopo che Carlo Magno la inglobò nella Marca Orientale (Ostmark), tuttavia essa dovette ancora difendersi dalle invasioni – questa volta degli ungheresi – finché nel 955 Ottone I, imperatore del Sacro Romano Impero, non scacciò questi definitivamente ricostituendo la Marca e donando Vienna nel 976 alla dinastia dei Babenberg, conferendo a Leopoldo I di Babenberg il titolo di margravio. La dinastia dà a Vienna il ruolo primario che le spetta nella regione, dovendo tuttavia continuare a contrastare le pressioni ungheresi, fino al 1246 quando con Federico II di Babenberg (morto in battaglia contro gli invasori) terminò la dinastia e cominciò il cosiddetto Interregnum, durante il quale si succedettero governanti boemi (Hermann di Baden, Ottocaro II Przemysl) fino a che nel 1278 Rodolfo d’Asburgo sconfisse Ottocaro stabilendo sull’Austria e su Vienna il dominio asburgico, che proseguirà fino al 1918.

Inizialmente osteggiata dalla popolazione (nel 1288 fu soffocata una sollevazione contro i governanti), la dominazione asburgica diede a Vienna il ruolo privilegiato di capitale dell’Impero quando nel 1438 Alberto II d’Asburgo trasferì qui la sede del potere. Sotto Massimiliano I la città conobbe una grande fioritura artistica e culturale (nel 1365 fu fondata l’Università) mentre l’Impero sotto il suo governo e quello del nipote Carlo V giunse alla sua massima estensione.

Età Rinascimentale
Nel 1533 la sede del potere venne spostata nell’edificio della Hofburg, il tradizionale palazzo imperiale di Vienna. Non cessarono tuttavia per Vienna le invasioni straniere: dal 1485 al 1493 la città fu sotto la dominazione di Mattia Corvino, re degli ungheresi, scacciato dalla città da Massimiliano, e nei primi anni del Cinquecento incominciò a farsi temere la minaccia turca. Vienna fu per tutto il XVI secolo funestata dalle guerre di religione, divisa tra il protestantesimo (circa l’80% sotto Massimiliano II, di fatto protestante) e il cattolicesimo, uscito vincente dopo le persecuzioni dei successivi sovrani e la Controriforma. Gli scontri tra le due religioni provocarono lo scoppio nell’Impero e in tutta Europa della Guerra dei Trent’Anni, durante la quale la città fu devastata dalla peste (circa 30.000 morti) e dagli assedi stranieri.

Età imperiale
Vienna rifiorì in tutto il suo splendore dopo la definitiva sconfitta dei turchi, che nel 1683 sotto Kara Mustafa erano giunti alle porte della capitale imperiale minacciando l’intero mondo cristiano. Il principe Eugenio di Savoia li batté ripetutamente, salvando la città che nel tardo Seicento e nei primi del Settecento conobbe un grande risveglio urbanistico: sotto Carlo VI fu costruita la Karlskirche, i sontuosi palazzi del Belvedere, le residenze dei nobili intorno all’Hofburg. Nel 1738 vi fu firmata la Pace di Vienna, con la quale le potenze belligeranti (Francia da una parte, Impero Austriaco dall’altra, e i rispettivi alleati) posero fine alla Guerra di successione polacca. Nel 1740 salì al trono austriaco Maria Teresa d’Austria, prima imperatrice dopo che con la Prammatica sanzione Carlo VI aveva permesso la successione in linea femminile. Maria Teresa, che governò per quarant’anni, spostò la residenza imperiale nel palazzo di Schönbrunn da lei fatto costruire alla periferia di Vienna, contribuendo a rendere la città una capitale artistica di primo piano favorendo la musica (sotto il suo regno incominciò a brillare l’astro di Mozart). Il successore di Maria Teresa, Giuseppe II, liberale e riformatore, dovette scontrarsi con l’aristocrazia conservatrice e la Chiesa nel suo processo di rinnovamento politico, noto come giuseppinismo. Il cosiddetto Codice penale giuseppino modernizzò la legislazione austriaca secondo i principi dell’Illuminismo, ma la sua linea antireligiosa portò addirittura papa Pio VI a Vienna nel 1782 per tentare di bloccare le riforme, dopo che l’anno precedente l’imperatore aveva emanato l’Editto di Tolleranza che metteva fine ai contrasti tra cattolici, protestanti, ebrei e ortodossi. Vicino al popolo, Giuseppe II aprì ai cittadini i parchi riservati agli aristocratici del Prater e dell’Augarten.

Negli ultimi anni del Settecento e nel primo decennio dell’Ottocento Vienna e l’Austria dovettero subire gli effetti devastanti delle guerre napoleoniche. Nel 1806 Francesco II fu costretto dall’imperatore dei francesi a cedere il titolo di sovrano del Sacro Romano Impero, eliminando così definitivamente l’antica istituzione che risaliva a Carlo Magno, mentre il sovrano assunse il titolo di Francesco I, imperatore d’Austria. Ripetutamente battuta da Napoleone, l’Austria dovette subire la sua occupazione: Bonaparte nel 1809 s’installò a Schönbrunn sposando la figlia di Francesco I, Maria Luisa. L’abile diplomazia del principe Metternich portò tuttavia l’Austria ad aderire nel 1813 alla coalizione contro la Francia che portò alla disfatta di Napoleone e alla fine del suo dominio. Proprio a Vienna sotto la regia di Metternich si tenne il Congresso che sancì la nuova divisione dell’Europa post-napoleonica. I sovrani europei si trattennero nella capitale austriaca per circa un anno, rendendola in pratica il centro del mondo occidentale. S’imposero in questo periodo – detto periodo Biedermeier – la sinfonie di Schubert e i valzer di Strauß, ma la bella vita aristocratica non durò a lungo poiché nel 1848 i moti rivoluzionari borghesi e liberali portarono la definitiva caduta del regime reazionario di Metternich – che fuggì in esilio – e di Ferdinando I, che abdicò in favore del nipote Francesco Giuseppe, appena diciottenne.

Dal XIX al XX secolo
Francesco Giuseppe governò per 68 anni. A “Vienna fin de siecle” il sovrano operò una rivoluzione urbanistica, demolendo le mura già in parte distrutte da Napoleone ed edificando al loro posto la monumentale Ringstraße, il viale che circonda la città ad anello e ancora oggi arteria principale della città. Qui nel 1879 si tenne una grandiosa parata per celebrare le nozze d’argento dell’imperatore con la moglie Elisabetta (la famosa Sissi).

Nella capitale s’imposero le musiche di Brahms e Johann Strauss II, mentre nel 1869 venne inaugurata l’Opera di Vienna.

Nei primi del Novecento la città assunse rapidamente il ruolo di capitale culturale d’Europa attirando personaggi di altissimo livello con le sue istituzioni, prima fra tutte l’Università di Vienna, il Circolo filosofico di Vienna (Moritz Schlick, Ludwig Wittgenstein, Rudolf Carnap), la Scuola di economia (Carl Menger, Ludwig von Mises) , la prima e seconda Scuola musicale di Vienna (Gustav Mahler, Arnold Schomberg), la scuola di letteratura Jung Wien la Giovane Vienna, a livello architettonico Otto Wagner pianificò le infrastrutture cittadine, gli istituti di arte e design Wiener Werkstätte (Josef Hoffmann, Koloman Moser), fu in questo crogiuolo che nacquero anche le teorie di Freud e fu scossa da nuovi fermenti artistici: la Secessione viennese di artisti quali Gustav Klimt e Koloman Moser, lo Jugendstil architettonico che portò all’edificazione di molti edifici in tale stile, mentre la grande Vienna concludeva il suo ciclo storico con la morte di Francesco Giuseppe nel 1916, la disfatta della Prima guerra mondiale e la conseguente scomparsa dell’Impero, dopo l’abdicazione del beato Carlo I e la proclamazione della Repubblica nel 1918. L’influenza spagnola mise in ginocchio la capitale del nuovo Stato, ridotto a una piccolissima porzione dell’antico dominio, portando a fermenti rivoluzionari socialisti per tutto il decennio 1920 e buona parte degli anni trenta. Tuttavia il lungo periodo di governo socialdemocratico (1919-1934), più noto col nome di Vienna rossa portò nella città grandi innovazioni dal punto di vista sociale e sanitario. Questa stagione positiva s’interruppe bruscamente con la salita al potere dei nazisti nel 1934. L’anno prima infatti, nel 1933 il cancelliere della repubblica Engelbert Dollfuß aveva sciolto il Parlamento proclamando con una risposta reazionaria ai socialisti un regime di stampo fascista. Questo tuttavia non durò a lungo: le successive rivolte di sinistra fecero infatti vacillare il governo, che venne colpito al cuore dagli invasori nazisti che tentarono un colpo di Stato uccidendo Dollfuß ma fallendo il tentativo di conquista dell’Austria a causa dell’opposizione di Mussolini, che preventivamente aveva armato il fronte italo-austriaco. Il successore di Dollfuß, Kurt Schuschnigg, non riuscì a impedire la pressione di Hitler, che nel 1938 penetrò nel paese dopo che Arthur Seyß-Inquart – successore del dimissionario Schuschnigg – aprì le frontiere portando all’Anschluss con la Germania. Soltanto il Messico protestò presso la Società delle Nazioni per l’avvenuta annessione, motivo per il quale la città di Vienna ha denominato Mexikoplatz la piazza antistante la chiesa di S. Francesco d’Assisi. Dopo aver drammaticamente condiviso il destino del terzo Reich, l’Austria fu occupata dagli Alleati e Vienna venne divisa tra i vincitori della guerra fino al 1955.

Il rapido ritorno della democrazia, sancito anche dall’installazione nella città delle sedi delle principali organizzazioni internazionali, permise a Vienna e all’Austria un rapido risveglio economico e politico. Nel 1995 il Paese ha aderito all’Unione europea e oggi Vienna è una delle capitali più visitate dal turismo internazionale.

L’alta qualità della vita di questa città è testimoniato dal fatto che in un’indagine dell’Economist Vienna è risultata seconda assoluta a livello mondiale (preceduta da Vancouver in Canada) nella classifica delle città più vivibili del mondo e prima assoluta sulla qualità di vita secondo la società di consulenza newyorkese Mercer.

Monumenti e Luoghi d'Interesse
Architetture religiose

Di seguito è riportato un elenco delle maggiori architetture sacre di Vienna:

  • Duomo di Santo Stefano (Stephansdom)
  • Chiesa di San Ruprecht (Ruprechtskirche)
  • Chiesa di San Carlo Borromeo (Karlskirche)
  • Santa Maria sulla Riva (Maria am Gestade)
  • Chiesa dei Minoriti (Minoritenkirche – Italienische National Kirche Maria Schnee), detta anche degli Italiano
  • Chiesa di San Pietro (Peterskirche)
  • Chiesa di Santa Maria Rotonda o Dominikanerkirche (Chiesa dei Domenicani)
  • Chiesa dei Nove Cori angelici (Am Hof)
  • Chiesa dei Maltesi (Malteserkirche)
  • Chiesa dei Cappuccini (Kapuzinerkirche – con al suo interno la Kapuzinergruft, luogo di sepoltura della dinastia asburgica)
  • Chiesa Votiva (Votivkirche)
  • Jesuitenkirche (Chiesa dei gesuiti)
  • Augustinerkirche, nella quale è custodito il monumento funebre a Maria Cristina d’Austria del Canova
  • Steinhofkirche di Otto Wagner
  • Basilica Maria Treu (in lingua tedesca Piaristenkirche Maria Treu), chiesa barocca nell’antico quartiere di Josefstadt, in Jodok-Fink-Platz, officiata dai Padri scolopi; ha la dignità di basilica minore
  • Mechitaristenkirche, chiesa armena dell’ordine Mechitarista
    La Mechitaristenkirche si trova sulla Neustiftgasse, N°4. Nel 1773 una parte dei padri Mechitaristi, che si erano separati dalla comunità di San Lazzaro (Venezia). Con il tempo, il Monastero Mechitarista di Vienna, parallelamente a quello di San Lazzaro a Venezia, si afferma quale centro di grande rilievo e punto di riferimento della cultura armena nel mondo. Il monastero ospita raccolte numismatiche (10.000 monete armene e 20.000 extra-armene); ceramiche artistiche caucasiche, argenterie sacre appartenenti alla Chiesa autocefala armena. La Pinacoteca raccoglie tele di pittori armeni (tra i quali quelli della famiglie di Naghash e Ayvazovski); è presente anche un’importantissima biblioteca formata da manoscritti armeni (antichi e preziosi), andando a formare una delle più grandi collezioni del mondo; tra le opere antiche e moderne la biblioteca della Mechitaristenkirche conta più di 170.000 libri, inoltre conserva giornali e periodici armeni. Dal 1889 il Monastero di Vienna, inoltre, è sede di una distilleria nota per il famoso Mekhitharine (liquore alle erbe), si dice che la ricetta originale sia stata portata dallo stesso Mechitar in persona.
  • Michaelerkirche, chiesa di San Michele, sulla Michaelerplatz, nel 1º distretto di Vienna, nel centro della città. Risale all’inizio del XIII secolo
  • Schottenkirche chiesa degli scozzesi (sec. XII-XV) ripreso e rifatto in varie epoche
  • Stadttempel: costruita nel 1824-26 è l’unica sinagoga superstite tra le 93 esistenti a Vienna e distrutte durante l’Olocausto
Architetture civili

Palazzi storici

Di seguito è riportato un elenco di alcune delle architetture storiche più rappresentative di Vienna:

  • Castello di Schönbrunn (Schloss Schönbrunn)
  • Hofburg
  • Belvedere
  • Palazzo d’Inverno del Principe Eugenio di Savoia
  • Palazzo Pallavicini (o Palazzo Fries) sulla Josephsplatz
  • Rathaus
  • Parlamento di Vienna
  • Palazzo Ferstel
  • Palazzo Liechtenstein 1687-1711; sei stanze conservano gli stucchi di Pietro Antonio Garove
  • Vecchio Municipio Altes Rathaus
  • Palazzo dell’antica Cancelleria boema Bohmische Hofkanzlei 1708-1714 realizzato da J.B. Fischer von Erlach. Elegante facciata anteriore e posteriore. Oggi è sede della Corte Costituzionale Austriaca.
  • Palazzo Kinksy
  • Palazzo Trautson (del 1712 è oggi sede del Ministero della Giustizia)
  • Palazzo Auersperg (del 1706)
  • Palazzo Schwarzenberg (del 1704. È adibito in parte ad albergo e in parte ad abitazione privata)
  • Theseustempel (1819-22)

Palazzi moderni e contemporanei

Di seguito sono elencate alcune delle principali architetture moderne di Vienna:

  • Palazzo della Secessione
  • Majolikahaus capolavoro di Otto Wagner con bella decorazione floreale
  • Österreichische Postsparkasse (di Otto Wagner)
  • UNO-City
  • Donauturm (Torre televisiva)
  • Millennium Tower
  • Karl Marx-Hof, il più grande edificio abitativo al mondo
  • Hundertwasserhaus (dall’architetto e artista Friedensreich Hundertwasser)
  • Inceneritore di Spittelau (disegnato da Friedensreich Hundertwasser)
  • Gasometer (appartamenti e centro commerciale in un vecchio deposito di gas)
  • SCS (in periferia il più grande centro commerciale d’Europa)
  • Monumento alle vittime ebraiche austriache della Shoah
  • Steffl Department Store Vienna

Ville

  • Villa Wagner I
  • Villa Wagner II
  • Villa Hermes 1882-86
Aree naturali

Parchi

Di seguito è riportato un elenco delle numerose aree verdi presenti a Vienna:

  • Parco divertimenti del Prater
  • Zoo di Lainz
  • Parco cittadino con il fiume Wien (Stadtpark)
  • Volksgarten (nell’Hofburg)
  • Parco Oberlaa
  • Türkenschanzpark
  • Parco del castello di Pötzleinsdorf
  • Kahlenberg
  • Leopoldsberg
  • Wienerwald (Bosco viennese): a ovest della città è ricco di bellezze paesistiche e monumenti d’arte. 1250 km quadrati di boschi, vigneti e villaggi che offrono al visitatore la gioia di apprezzare le bellezza della natura incontaminata. I suoi prati si estendono a perdita d’occhio con fiori di stecco, frassinelle, campanule, gigli martagoni, tra sentieri ben tracciati dove la gente passeggia o fa jogging. Vi si trovano parecchie abbazie e castelli, ricchi di storia. La Helenental è una delle valli più romantiche e luogo prediletto dagli innamorati. Per una sosta si possono scegliere le locande (Gasthaus) a conduzione familiare; se ne trovano anche di particolarmente eleganti e romantiche. Il bosco viennese è stato anche il luogo che ha ispirato scrittori e musicisti di fama mondiale e intramontabile come Beethoven, Schubert e Johann Strauss.
  • Donauinsel (Isola sul Danubio)
  • Augarten
  • Parco nazionale Donau-Auen
  • Burggarten (all’Hofburg) e la Palmenhaus
  • Parco del Castello di Schonbrunn e Tiergarten Schönbrunn

 

Foto e Video
Info Utili

Documenti 
Per l’ingresso in Austria è sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio senza alcun timbro di proroga.
Viaggi all’estero di minori: passaporto/carta d’identità
Dal 26 giugno 2012 tutti i minori italiani che viaggiano devono essere muniti di documento di viaggio individuale. Pertanto, a partire dalla predetta data i minori, anche se iscritti sui passaporti dei genitori in data antecedente al 25 novembre 2009, devono essere in possesso di passaporto individuale oppure, qualora gli Stati attraversati ne riconoscano la validità, o di carta d’identità valida per l’espatrio.
Al fine di agevolare l’espatrio dei cittadini in questione e sventare il pericolo di espatri illegali degli stessi per conto di terzi, dal 2010 è prevista la possibilità di chiedere, agli Uffici competenti a rilasciare il documento, che i nomi dei genitori vengano riportati sul passaporto. Qualora tale indicazione non dovesse essere presente, prima di intraprendere il viaggio si consiglia di munirsi di un certificato di stato di famiglia o di estratto di nascita del minore da esibire in frontiera qualora le autorità lo richiedano. Si ricorda che ai sensi della Circolare 1 del 27 gennaio 2012 del Ministero degli Interni “la carta d’identità valida per l’espatrio rilasciata ai minori di età inferiore agli anni quattordici può riportare, a richiesta, il nome dei genitori o di chi ne fa le veci. Fino al compimento dei 14 anni i minori italiani possono espatriare a condizione che viaggino accompagnati da almeno un genitore o da chi ne fa le veci oppure che venga menzionato sul passaporto, o su una dichiarazione di accompagnamento rilasciata da chi può dare l’assenso o l’autorizzazione ai sensi dell’articolo 3, lettera a) della legge 21 novembre 1967, n. 1185, e vistata da un’autorità competente al rilascio (Questura in Italia, ufficio consolare all’estero), il nome della persona, dell’ente o della compagnia di trasporto a cui i minori medesimi sono affidati. Dal 4 giugno 2014 è entrata in vigore la nuova disciplina riguardante la dichiarazione di accompagnamento, finalizzata a garantire una maggiore tutela del minore, a rendere più agevoli i controlli alle frontiere e a facilitare la presentazione della dichiarazione mediante l’utilizzo anche di modalità telematiche (mail, PEC, fax) . Si evidenziano di seguito le innovazioni principali:
– la dichiarazione di accompagnamento può riguardare un solo viaggio (da intendersi come andata e/o ritorno) dal Paese di residenza del minore con destinazione determinata e non può eccedere, di norma, il termine massimo di sei mesi;
– gli esercenti la responsabilità genitoriale o tutoria possono indicare fino ad un massimo di due accompagnatori, che saranno tuttavia alternativi fra di loro;
– nel rendere la dichiarazione di accompagnamento, gli esercenti la responsabilità genitoriale o tutoria possono chiedere che i nominativi degli accompagnatori, la durata del viaggio e la destinazione siano stampati sul passaporto del minore o in alternativa che tali dati siano riportati in una separata attestazione, che verrà stampata dall’Ufficio competente;
– nel caso in cui il minore sia affidato ad un ente o ad una compagnia di trasporto, al fine di garantire la completezza e la leggibilità dei dati relativi al viaggio, è rilasciata unicamente l’attestazione. Si suggerisce, prima di acquistare il biglietto della compagnia di trasporto di verificare che la stessa accetti che il minore sia ad essa affidato. Ricordiamo che la mancata partenza per documento non in regola comporta la perdita totale della quota.

Clima 
Temperato continentale che varia in base all’altitudine e alla posizione delle diverse zone. Estati fresche e inverni piuttosto rigidi. Piogge saltuarie durante l’anno. Temperature massime da maggio a settembre.

Lingua
La lingua ufficiale, il tedesco, è parlata da quasi tutti i residenti. La natura montuosa del terreno ha portato allo sviluppo di numerosi dialetti, che appartengono tutti al gruppo austro-bavarese, con l’eccezione di un dialetto che appartiene al gruppo di dialetti alemanni nella regione del Vorarlberg. Il dialetto bavarese è parlato nel Tirolo ed è anche la lingua madre di molti abitanti dell’Alto Adige italiano.

Cucina
La varietà della cucina austriaca testimonia tutt’oggi la vastità della monarchia di un tempo. Vienna, in particolare, era un crogiolo di culture gastronomiche: qui prevalevano i cosiddetti “Zuagrasten” (immigrati) provenienti dall’Ungheria, dalla Boemia, dalla Slovacchia, dalla Transcarpazia, dalla Bucovina, dalla Polonia, dalla Carniola, dalla Croazia, da Trieste, dalla Dalmazia o “semplicemente” dagli attuali Länder austriaci. Tutti portavano con sé a Vienna il bagaglio delle ricette del proprio Paese, e la cucina austriaca assorbì il meglio di ogni tradizione.
Specialità Viennesi – Lo stesso strudel di mele o di ricotta, dolce viennese per antonomasia, è una ricetta d’importazione. Questa delizia d’origine turca arrivò in Austria dall’Ungheria. Oltre al “Kipferl” (cornetto) e al caffè, ai Turchi si devono, anche numerose spezie, nonché il mais, che fino al XIX secolo veniva chiamato “”Türkenweizen” (grano turco) ed era utilizzato per la preparazione della polenta (“Türkensterz”). Con il loro lesso, gli italiani fornirono l’ispirazione per il “Tafelspitz” viennese (bollito di manzo), mentre di origine serba sono i piatti a base di carne e riso e le grigliate. Invece l’origine della cotoletta “Wiener Schnitzel” è a tutt’oggi un mistero. Un’ipotesi plausibile collega questo piatto alla ricetta del “Wiener Backhendl”, pollo alla viennese, che già nel XVI secolo veniva impanato e fritto nel grasso.

Programma di viaggio
Il programma potrebbe subire delle variazioni per ragioni logistiche. Sarà fatto il possibile per garantire l’intero svolgimento del programma e di tutte le visite, che potranno subire modifiche di ordine cronologico e salvo casi di forza maggiore (ordine pubblico, motivi di sicurezza, etc.)

Valuta 
E’ l’euro. Accettate e molto diffuse le principali carte di credito.

Telefoni 
Dall’Italia all’Austria comporre lo 0043 seguito dal prefisso della provincia (quello di Vienna è 1) senza lo zero, più il numero dell’abbonato. Dall’Austria all’Italia comporre lo 0039 seguito dal prefisso della provincia con lo zero, più il numero dell’abbonato.

Fuso orario 
In Austria vige lo stesso orario che in Italia.

Mance
Come in molti paesi anche in Austria è d’uso prevedere una mancia per tutte quelle persone che contribuiscono a rendere piacevole il vostro viaggio, anche se non obbligatoria.

Vaccinazioni
Non sono richieste vaccinazioni particolari. Consigliamo di portare con sé i medicinali personali, un piccolo pronto soccorso.

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